l cartongesso REI si utilizza per proteggere elementi strutturali come solai e pareti portanti, ma anche in scuole, ospedali e altri contesti dove è necessario un surplus di sicurezza.

Per essere a norma le pareti REI devono conservare la propria resistenza strutturale anche in caso di incendio. Per le nuove costruzioni esistono in commercio veri e propri sistemi REI sia per pareti che per controsoffitti autoportanti, mentre per le costruzioni esistenti è necessario che il supporto su cui viene applicato il cartongesso abbia una classe di resistenza al fuoco almeno A2. Fanno testo anche la stuccatura – si devono usare speciali stucchi intumescenti – e la tipologia di posa.

Cartongesso REI cosa significa

In gergo tecnico quando si parla di elementi resistenti al fuoco si utilizza il termine REI. Senza dubbio sarà capitato a tutti si sentir dire che determinate pareti, piuttosto che certe porte, devono essere almeno REI 60, piuttosto che REI 90 o REI 120. Questo accade in special modo per quanto concerne i locali pubblici o gli ambienti comuni dove le vie di fuga devono essere compartimentate e garantire una certa tenuta e resistenza.

La sigla REI altro non è che un acronimo che, come esplicitato nell’Allegato A del D.M. del 30 Novembre 1983, viene normalmente utilizzato per indicare la resistenza al fuoco di un determinato elemento costruttivo, sia esso strutturale oppure no.

In via del tutto generale un cartongesso REI può essere utilizzato sia per la realizzazione di pareti e tramezze interne, che di contropareti, abbassamenti e controsoffitti, tutti chiaramente resistenti al fuoco

La R sta per la Resistenza Meccanica che l’elemento in questione deve conservare in caso di incendio, mantenendo le proprie caratteristiche di rigidità e stabilità.

La lettera E indica invece l’Ermeticità (ovvero la tenuta): il dato elemento se esposto al fuoco da un lato dall’altro non dovrà lasciar passare né gas, né fumi, né tanto meno fiamme.

Infine la I indica l’Isolamento termico: l’elemento che viene direttamente esposto al fuoco o ad una fonte intensa di calore deve essere in grado di ridurre entro certi limiti il passaggio di calore da un lato all’altro.

Il numero che segue la sigla REI sta indicare i minuti garantiti dall’elemento in caso di incendio in termini appunto di stabilità, tenuta ed isolamento termico.

La terminazione Rei indica la capacità del cartongesso di resistere al fuoco. In altre parole, la sigla indica la capacità della lastra di mantenere, in caso d’incendio, la originaria Resistenza meccanica, l’Ermeticità e l’ Isolamento termico.

In particolare,il cartongesso Rei:

– deve garantire il mantenimento della propria capacità portante sotto l’effetto combinato dei carichi di esercizio e delle temperature elevate;

– deve mantenersi integro e garantire una funzione di compartimentazione nei confronti di fumi e fiamme;

– deve limitare la trasmissione di calore al fine di evitare il propagarsi della combustione.

Il cartongesso Rei è adatto per la realizzazione di pareti interne, contropareti e controsoffitti resistenti al fuoco.

I controsoffitti in cartongesso Rei svolgono una funzione determinante nella regolazione dell’umidità ambientale, nella protezione al fuoco ed offrono molteplici possibilità architettoniche e funzionali, anche nel coprire installazioni o strutture dell’impiantistica come il condizionamento e l’illuminazione.

Anche il cartongesso ignifugo viene classificato in base alla resistenza al fuoco che è in grado di garantire. Si avranno dunque lastre di cartongesso REI 120, che sono quelle più resistenti capaci di sopportare un incendio che si protragga per due ore ed altre meno resistenti, ovvero REI 90, o REI 60.

La classe di reazione al fuoco dei materiali.

Dopo questa breve introduzione, siamo arrivati al momento di parlare dei materiali usati dalle aziende che sono sempre controllati prima di essere messi in commercio e soprattutto di altissima innovazione, offrendo così sempre grande qualità, massimo comfort ed infine la cosa più importante, ovvero, il minimo rischio a tutti i clienti che hanno bisogno di questi lavori essenziali.

Infatti, la legge in vigore sui prodotti e sui materiali da costruzione viene detta comunemente “CPD”, ovvero “Construction Products Directive” che tradotto nella nostra lingua significa “direttive sui prodotti da costruzione” ed espone attentamente, nei minimi dettagli, la massima sicurezza in caso di incendio ed obbliga ad intraprendere alcune particolari condizioni relative secondo il comportamento del materiale usato per la costruzione dell’edificio.

Tra le regole che bisogna osservare e soprattutto tenere bene in mente, troviamo:

Consentire un tempo minimo di resistenza al fuoco delle varie strutture, (questo permette, in poche parole, di consentire a tutti gli occupanti degli edifici di abbandonare in tutta sicurezza la struttura e di essere soccorsi senza ricevere alcun danno permanente alla persona fisica o ad animali a noi cari, permettendo, inoltre, di evacuare la zona in tempistica breve e sicura);

-Permettere un immissione poco rilevante di fumi tossici sprigionati dall’incendio e la propagazione delle fiamme in modo ridotto, (in termini pratici, affinché, non si vadano a creare delle intossicazioni provocate dal fumo tossico emanato dall’incendio, i materiali devono minimizzare le emissioni di gas che possono danneggiare la salute dell’individuo, inoltre, bisogna permettere alla persona che si trova in pericolo di uscire ed abbandonare la struttura velocemente senza ostruzioni provocate dai materiali che possono anche interrompere le vie di fuga);

-Limitare la propagazione delle fiamme a strutture ed edifici vicini per minimizzare al massimo i possibili danni a quest’ultimi (i materiali devono consentire a tutti i clienti una minima spesa di risarcimento, sempre se qual ora ci fosse, ma anche un minimo danno a tutti i beni immobili vostri e adiacenti a quest’ultimi, poiché le normative che si trovano in vigore, consentono di usare obbligatoriamente materiali antincendio che permetteranno di non superare o invadere con possibili incidenti di fiamme gli edifici circostanti e quelli che si trovano nelle vicinanze).